Tre matematici polacchi risolvono l'Enigma
Nel settembre 1932 l'ufficio cifra polacco chiamò tre matematici,
Marian Rejewski, Henryk Zygalski e Jerzy Rozicki,
con il compito di cercare di forzare la macchina Enigma usata dai tedeschi e da questi ultimi considerata inattaccabile.
Sorprendentemente l'inattaccabile Enigma fu forzata nel giro di tre mesi, un po' per merito dei tre matematici,
un po' per l'incredibile leggerezza delle procedure di cifra tedesche.
Le procedure erano le seguenti: ogni giorno la chiave (disposizione e posizione iniziale dei rotori)
doveva essere cambiata in base a una serie di regole
segrete basate sulla data corrente. Inoltre ogni messaggio conteneva una ulteriore chiave segreta composta di
tre caratteri; questa chiave veniva trasmessa all'inizio del messaggio stesso e
per maggiore sicurezza (???) veniva trasmessa due volte di seguito.
Ora il fatto che il primo e il quarto carattere di ogni messaggio siano uguali rese possibile a Rejewski
di ricostruire la permutazione AD (quella tra il primo e il quarto carattere del messaggio)
nel giro di pochi giorni avendo a disposizione ogni giorno molte decine
di messaggi cifrati con l'Enigma. Se p.es. abbiamo tre messaggi che iniziano con queste sei lettere:
1. SDF GHJ
2. GHZ UJP
3. UKJ QDO
siamo in grado di ricostruire un frammento della permutazione AD; infatti in 1. S diventa G, in 2. G diventa U,
e in 3 U diventa Q. Dunque la sequenza SGUQ è parte della permutazione AD. Analogamente
la permutazione BE deve contenere la sequenza KDHJ, e insomma con un centinaio di messaggi si
possono ricostruire completamente le tre permutazioni AD BE CF.
Questa naturalmente non è ancora la soluzione del problema; le permutazioni AD BE CF
sono legate alle permutazioni dei rotori da un sistema di equazioni con 5 incognite: le permutazioni R S C D I. Questo è un sistema ancora troppo complesso per essere
risolto in modo univoco; considerando però che i rotori S, C e R girano raramente,
li si può considerare come un unico blocco riflettore Q = CSRS-1C-1,
riducento il numero di incognite a 3. Con tre incognite il problema non è ancora risolvibile in modo generale ma si è ormai vicini alla meta.
Un aiuto decisivo venne nel dicembre 1932 quando l'ufficio cifra francese venne in
possesso della struttura del disco iniziale I e la comunicò ai colleghi polacchi.
Con ormai solo due incognite Rejewski fu in grado di ricostruire completamente la permutazione D
(rotore a destra) e grazie al fatto che i tedeschi cambiavano periodicamente la disposizione
dei rotori, riuscì a ricostruire una dopo l'altra tutte e tre le permutazioni dei tre rotori e quindi l'intera struttura interna della macchina Enigma.
Una volta ricostruita questa struttura usando ancora la teoria delle permutazioni Rejewski progettò
un dispositivo elettro-meccanico il ciclometro che permetteva di ricostruire velocemente la posizione
iniziale dei rotori; in seguito furono usati anche fogli perforati e le bombe crittologiche;
in definitiva sin dal dicembre 1932 fu possibile decrittare un buon numero
di messaggi cifrati; nel 1937 fu stimata al 75% la percentuale di messaggi Enigma forzati dall'ufficio
cifra polacco.
Tra il 1938 e il 1939 i tedeschi cambiarono le regole di cifratura e aumentarono il numero di rotori da 3 a 5
così che il metodo dei polacchi perse buona parte della sua efficacia. In quel periodo la decrittazione
di messaggi Enigma da parte dell'ufficio cifra polacco fu occasionale. Il lavoro dei polacchi fu
peraltro
ripreso durante la seconda guerra mondiale dall'ufficio cifra inglese
che perfezionò e migliorò i metodi di decrittazione dell'Enigma.