La Crittografia della II guerra mondiale
Forse in nessun altra guerra come nella II guerra mondiale la Crittografia ha svolto un ruolo
di primo piano.
Gli storici potranno discutere a lungo su quanto sia stata importante per la vittora finale
la superiorità alleata in questo campo; non c'è comunque dubbio che questa superiorità
sia stata schiacciante fin dai primi anni di guerra.
Quante vittorie alleate avevano alla base questa superiorità crittografica?
Difficile dare una risposta precisa, più semplice citare un paio di casi ben noti:
- Battaglia di capo Matapan: la disfatta della flotta italiana (marzo 1941) pare abbia
avuto origine dal fatto che gli inglesi avevano decrittato alcuni messaggi cifrati della marina tedesca che
fornivano l'esatta posizione della flotta italiana.
- Sbarco in Normandia: Eisenhower e Montgomery erano in grado di leggere tutti i messaggi
degli alti comandi tedeschi, che usavano la macchina Lorenz; ebbero così conferma che Hitler aveva
creduto alla falsa notizia di un imminente sbarco alleato nei pressi di Calais,
e aveva concentrato le sue migliori truppe in quella zona.
Poterono quindi ordinare lo sbarco in Normandia sicuri che avrebbe incontrato ben poca resistenza.
Anche sul fronte del Pacifico gli Americani sin dal 1940, un anno prima di Pearl Harbour, avevano realizzato
Magic una macchina in grado di decrittare i messaggi giapponesi cifrati con la
macchina Purple. Ricordiamo due episodi certi e uno dubbio:
- Battaglia delle Midway: l'ammiraglio Yamamoto, comandante della flotta giapponese, nel maggio 1942 aveva preparato un piano per attaccare a sorpresa le isole Midway a est delle Haway, determinato com'era a sfruttare la superiorità della flotta giapponese prima che gli USA avessero il tempo di allestire una flotta superiore a quella nipponica. Ma gli Americani intercettarono i piani di Yamamoto e l'Ammiraglio Nimitz, comandante della flotta USA, fu in grado di preparare la battaglia conoscendo già fin nei dettagli i piani del nemico;
fece inoltre trasmettere falsi piani americani usando un cifrario che sapeva essere stato forzato dai giapponesi. L'effetto sorpresa si trasformò in un boomerang e la vittoria USA alle Midway fu quindi in buona parte
dovuta alla superiorità crittologica.
- Morte dell'Amm. Yamamoto: il 14 Apr 1943 fu decrittato un messaggio che diceva che
l'ammiraglio Yamamoto avrebbe visitato l'isola di Bougainville il 18 e specificava persino le ore di
partenza e di arrivo e il tipo di aerei usati. L'ammiraglio Nimitz subito informato, dopo aver sentito il Presidente Roosevelt, organizzò una squadra di aerei P-38 che il 18 puntualmente intercettò e abbattè l'aereo di Yamamoto; i giapponesi persero così il loro uomo più prezioso.
La morte di Yamamoto fu peraltro presentata come dovuta a un incidente e solo dopo molti anni furono
rivelati i dettagli dell'episodio.
- Pearl Harbour: Gore Vidal, il noto scrittore americano, sostiene, e con lui diversi storici,
che gli Americani, grazie a Magic, sapevano in anticipo anche dell'attacco di Pearl Harbour e decisero
di non impedirlo; avevano infatti bisogno di un motivo forte per convincere la riluttante opinione pubblica
americana della necessità di entrare in guerra e quell'attacco a tradimento dei Giapponesi
fu ideale per questo scopo. Una teoria più prudente sostiene che gli Americani sapevano che il
Giappone stava per attaccare, ma non sapevano dove.
Certo è che al momento dell'attacco nella baia di Pearl Harbour non c'era nemmeno una portaerei e
in definitiva furono affondate solo alcune navi vecchie e di importanza non fondamentale per la guerra.
E alla fine della guerra il gen. Marshall ammise che in molti casi di importanza "non vitale" gli alleati
dovettero fingere di non conoscere i messaggi cifrati nemici, anche al costo di perdite umane,
tale era il timore che tedeschi e giapponesi si accorgessero che i loro cifrari venivano
sistematicamente decrittati.
Anche l'attacco di Pearl Harbour va dunque annoverato tra questi casi?
Se è così, è però ben difficile che la cosa possa mai essere confermata
ufficialmente, considerato che in quell'occasione morirono circa 3000 cittadini americani.
Per quanto riguarda l'Italia non si ripeterono i
successi della Grande Guerra;
il
gen.Sacco protagonista di quei successi, aveva per la verità
progettato una macchina cifrante piuttosto complessa,
un prototipo di questa era stato costruito dalle officine Nistri, ma per motivi non ben chiariti
la macchina andò distrutta e non venne quindi mai usata; un episodio che ben si
inserisce nell'andamento disastroso della guerra per l'Italia.
Un successo sia pur temporaneo e di natura più spionistica che crittanalitica, lo si ebbe
nel 1941 quando il servizio segreto italiano riuscì a trafugare dall'ambasciata americana
a Roma il cifrario "Black".
Grazie a questa impresa italiani e tedeschi riuscirono per qualche tempo
a decrittare i messaggi americani nel Nord Africa; e sembra che molti dei successi
di Rommel fossero dovuti a queste intercettazioni; quando nel 1942 gli alleati scoprirono che i loro messaggi
venivano forzati, il cifrario "Black" fu abbandonato e sostituito con la ben più sicura macchina M-138.
E, che sia stato un caso o no, finirono anche i successi di Rommel in Africa.
- Fonti
- Codes and Ciphers in the Second World War
a cura di Tony Sale, creatore del museo di Bletchley Park; forse il più completo sito sulla macchina Enigma
e sugli altri cifrari usati nella II guerra mondiale.
- L'Ammiraglio Isoroku Yamamoto
- The Death of Admiral Yamamoto in
dettaglio la storia dell'abbattimento dell'aereo di Yamamoto.
- A priceless advantage: quello
crittologico fu veramente un vantaggio incalcolabile degli USA sul Giappone nella battaglia delle Midway.
- Intervista a Gore Vidal su Pearl Harbour e la II guerra mondiale: nel 2001 alla vigilia dell'attacco dell'11 settembre, Gore Vidal ribadisce la sua teoria
su Pearl Harbour.
- National Cryptologic Museum: il museo nazionale della
Crittologia vicino a Washington espone materiale crittografico soprattutto del XX secolo.